LA SOSTENIBILITÀ COME CHIAVE PER PRESERVARE IL TERRITORIO

La sostenibilità, argomento d’attualità, protagonista di servizi al Tg, di pubblicità di aziende, più o meno virtuose, che puntano su questo come obiettivo da raggiungere o come valore da introdurre nella propria identità.

Gli scioperi per il clima di Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha mobilitato milioni di ragazzi in tutto il mondo, hanno fatto del bene al pianeta e dovremmo ringraziarla facendo scelte che riducano il nostro impatto ambientale quotidiano. Il cambiamento climatico, l’aumento della plastica, l’impoverimento delle risorse, sono fenomeni alimentati dall’attività umana; ad ogni scelta corrisponde una conseguenza e tra gli effetti più importanti c’è appunto l’impatto ambientale.

Essere sostenibili significa in primis essere consapevoli delle conseguenze delle proprie scelte e poi agire in modo da generare un beneficio per l’ambiente: l’impatto ambientale è quasi inevitabile, ma ridurne la portata diminuisce il rischio di creare danno al pianeta.

Consapevolezza che dovrebbe essere condivisa tra le persone in modo da porle nella condizione di fare scelte giuste. Ciò è possibile tramite un’informazione diffusa e adeguata. L’aumento delle persone sensibilizzate sul concetto di sostenibilità fa crescere la probabilità di salvare il futuro delle nuove generazioni e del pianeta. L’azione del singolo non è più sufficiente, serve una promozione da parte di attori pubblici e privati per diffondere il concetto ed indurre scelte giuste.

Il turismo è un attore fondamentale, poiché le attività turistiche creano un forte impatto ambientale e sociale sui territori, ma anche perché rappresenta un’occasione per diffondere consapevolezza. La destinazione turistica vive delle risorse naturali e artificiali che attraggono visitatori. Ma come può una destinazione approcciarsi al mercato offrendo la possibilità di fruire il proprio territorio attraverso azioni in grado di ridurre l’impatto negativo del turismo?

Grazie all’ascolto di diversi territori, strutture e turisti, sono giunta alla conclusione che per fare turismo sostenibile le destinazioni devono riuscire ad educare e coinvolgere i propri turisti in azioni sostenibili. Certificazioni ambientali, slogan e campagne pubblicitarie non sono sufficienti.

Per riuscire a ridurre gli impatti negativi del turismo occorre creare coinvolgimento, inducendo i turisti a fare esperienze e scelte sostenibili.

Strutture ricettive, musei, ristoranti che adottano pratiche di riduzione degli impatti e chiedono la partecipazione dell’ospite proponendo attività esperienziali coerenti, rappresentano un esempio. Quali iniziative e azioni producono un minor impatto? Non c’è un’unica risposta, ogni destinazione deve scegliere attraverso un’attenta valutazione e una pianificazione delle azioni realizzabili all’interno del proprio territorio, non solo considerando le ricadute ambientali e sociali, ma anche gli effetti economici che le scelte porteranno.

I nuovi trend indicano che l’87% dei turisti vuole viaggiare in maniera sostenibile. Una card a punti per chi si sposta in modo sostenibile è un esempio d’azione concreta: tramite un turismo sostenibile così strutturato, le destinazioni riusciranno a essere competitive, promuovendo azioni a ridotto impatto, e generando un business economico, sociale ed ambientale, in cui tutti gli attori traggono vantaggio. Ma, soprattutto, saranno promotrici di un aumento di consapevolezza nelle persone e contribuiranno a preservare il territorio e le risorse di cui il turismo vive.

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